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Description
Nel 1961 Frank Drake propose la celebre equazione destinata a divenire uno dei più noti strumenti concettuali della ricerca sull'intelligenza extraterrestre. Più che una teoria compiuta, essa rappresentava una provocazione scientifica; un utile schema per organizzare la discussione sui fattori necessari alla comparsa di civiltà tecnologiche comunicanti. A quasi settant'anni dalla sua formulazione, osserviamo come quell'equazione abbia influenzato non soltanto il dibattito scientifico, ma anche l'immaginario fantascientifico, contribuendo alla costruzione di inediti scenari narrativi. Molti suoi termini dal valore allora ignoto sono stati nel frattempo meglio definiti grazie all'astronomia osservativa e all'astrobiologia. Parallelamente nuove tecnologie –AI, robotica autonoma, sistemi destinati all'esplorazione spaziale – hanno introdotto inediti problemi interpretativi. In questo talk proporremo un ampio percorso storico che, nonostante la grande attenzione ricevuta da tali tematiche in ambito fantascientifico e il rinnovato interesse da parte del mondo scientifico, terminerà con una nuova riflessione avente a che fare con la possibilità che una civiltà biologica possa estendere la propria presenza in un sistema planetario mediante colonie di androidi operanti come suoi avatar. Tale ulteriore prospettiva conduce a un'ipotesi interpretativa che, per quanto ci consta, non è stata finora esplicitamente discussa nel dibattito SETI. Essa dipinge uno scenario nel quale una singola civiltà genera molteplici siti tecnologicamente attivi e osservabili che, se valutati da lontano, apparirebbero come vere e proprie civiltà tecnologiche, mettendo così in discussione la sempre supposta coincidenza tra civiltà, luogo che la ospita e sorgente delle emissioni rilevabili, e comportando di conseguenza nuovi valori per alcuni termini di quella equazione.