Speaker
Description
Si può certamente affermare che l’Italia fu tra i protagonisti dello sviluppo della spettroscopia astronomica nella seconda metà del XIX secolo, quando le leggi sulla radiazione elettromagnetica fornirono finalmente uno strumento teorico in grado di interpretare fisicamente le righe dello spettro solare, note già dai primi del secolo. Scienziati come Donati, Secchi, Tacchini, Lorenzoni, diedero importanti e pionieristici contributi nel campo della nascente astrofisica, sia nello studio degli spettri stellari e cometari, sia nelle ricerche di fisica solare, condotte durante e/o al di fuori delle eclissi totali. Essi intuirono inoltre l’importanza di istituire reti di collaborazioni nazionali ed internazionali per il progresso di questa nuova disciplina, e di diffondere velocemente e adeguatamente i risultati ottenuti. Questo condurrà alla fondazione della Società degli Spettroscopisti Italiani (1871) e alla pubblicazione delle relative Memorie, oggi considerate la prima rivista di astrofisica nella storia dell’astronomia. Gli ultimi decenni del XIX secolo costituirono pertanto un’ “epoca d’oro” che illuminò il cammino successivo dell’astrofisica italiana, la quale, pur attraversando ampie fasi di crisi e di declino, non perdette mai del tutto l’ispirazione dei primordi.