Astronomia e identita’ etnica: il caso dei Longobardi

30 Oct 2026, 15:20
5m
Dipartimento di Architettura (Università ROMA TRE)

Dipartimento di Architettura

Università ROMA TRE

largo Giovanni Battista Marzi, 10 - piazza dei Cavalieri 7, Roma

Description

Molto si discute a proposito dell’identità etnica dei popoli “barbarici” europei - in particolare Celti e Germani - tra cui i Longobardi, dei quali ci occupiamo in questo lavoro. Secondo alcuni studiosi il concetto di identità etnica germanica sarebbe da abbandonare in quanto, nel caso specifico, all’originario popolo longobardo in migrazione si sarebbero nel tempo aggregati individui delle più varie origini e, in ogni caso, non vi sarebbe stata alcuna coscienza etnica longobarda. Altri studiosi, pur non negando il fatto che ai Longobardi “originari” si siano nel tempo aggregati individui delle più varie origini, ritengono che una distinta identità etnica longobarda si sia formata nel tempo e che, almeno per i primi decenni seguenti la loro calata in Italia, vi sarebbe stata una netta separazione tra “longobardi” e “autoctoni”. Questa ultima posizione, che corrisponde alla visione tradizionale dei Longobardi e che sembrava ormai insostenibile, si sta invece rivelando corretta, almeno per le necropoli finora prese in esame con i metodi dell’archeogenetica. In particolare, si sono presi in esame i casi della necropoli ungherese di Szòlàd e della prima fase della necropoli piemontese di Collegno, entrambe a cavallo tra il VI e il VII secolo, cioè della calata longobarda in Italia. Per gli inumati per i quali è risultata fattibile l’analisi del DNA nucleare, è stata possibile una divisione tra individui con corredo genetico “nord europeo” o “sud europeo”. Quasi tutte le sepolture “nord europee”, in Italia come in Ungheria, furono dotate di corredo chiaramente identificabile come “longobardo”; quasi tutte le sepolture “sud europee”, in Italia o in Ungheria, non furono dotate di corredo. Almeno in questi casi, dunque, si è trovata una distinzione abbastanza netta, su base stilistica e genetica, tra “longobardi” e “autoctoni”. Scopo di questo lavoro è stato verificare se una tale distinzione si potesse anche rilevare nell’orientazione delle sepolture di cui sopra. Per quanto riguarda Szòlàd, abbiamo trovato che l’azimut delle sepolture geneticamente classificabili come “settentrionali” si addensa attorno al sorgere del Sole al solstizio d’estate mentre gli orientamenti di quelle “meridionali” risultano casuali, tranne alcune sepolture, orientate come le “settentrionali”. Per quanto riguarda Collegno, abbiamo trovato che l’azimut delle sepolture geneticamente classificabili come “settentrionali” si addensa attorno al sorgere del Sole al solstizio d’inverno mentre gli orientamenti di quelle “meridionali” risultano casuali, salvo alcune, orientate come le “settentrionali”. Abbiamo quindi trovato che, almeno nei casi esaminati, i dati forniti dall’archeologia, dalla genetica e dall’archeoastronomia risultano fortemente correlati ed è dunque possibile discriminare i “longobardi” dagli “autoctoni”, almeno per i primi decenni dopo la calata in Italia. Tale distinzione, peraltro, è abbastanza netta ma non assoluta, essendosi trovata traccia di individui che, pur geneticamente “autoctoni”, evidentemente adottarono costumi “longobardi”.

Author

Stefano Spagocci (SMS Consulting)

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