Il mantello stellato di Enrico II. Description totius orbis

30 Oct 2026, 16:35
20m
Dipartimento di Architettura (Università ROMA TRE)

Dipartimento di Architettura

Università ROMA TRE

largo Giovanni Battista Marzi, 10 - piazza dei Cavalieri 7, Roma

Description

l mantello stellato di Enrico II (973-1024), conservato nel Museo Diocesano di Bamberg, rappresenta un oggetto cerimoniale di grande interesse e complessità da molti punti di vista: la sua funzione e il messaggio dell’insieme raffigurato, il luogo della sua realizzazione, la figura del committente, l’aspetto attuale e quello originale del manufatto. Nel suo aspetto attuale, infatti, il mantello è il risultato di un rifacimento (metà XV sec.) e in questa operazione la disposizione delle figure appare in parte alterata e non chiara (sulla disposizione originale Baumgärtel-Fleischmann 1997). Inoltre, per quanto riguarda le ricchissime figurazioni di cui è adorno, possiamo dire in generale che in esse confluiscono eredità antiche e più recenti. Per esempio, l’ultimo lavoro che conosco ad esso dedicato (Schneider 2012) ne rintraccia aspetti e significati nel rituale dell’imperatore bizantino, sottolineando la centralità della figura di Cristo re dell’Universo con la presenza alla base del trono di Serafini e Cherubini. Uno studio molto più antico e di ineguagliata ampiezza di confronti e documentazione (Eisel 1910-1912), lo riconnette invece ai valori universali simbolici del cielo stellato. Questo intervento si focalizza sull’analisi di un aspetto che lo rende originale rispetto ad altri mantelli stellati cerimoniali: in questo mantello non ci sono le stelle dorate o la sola fascia dello zodiaco, ma si propone una rappresentazione dell’intero universo con tutti i corpi celesti; questo universo è rappresentato riproducendo immagini dalla tradizione Aratea, in gran parte da un preciso ramo, l’Arato Latino Revisionato (O’Connor 1980; ad esso risalgono anche molte delle didascalie alle figure, Maass 1898): ci sono il Sole, la Luna e le costellazioni, tutte loro raffigurazioni mitologiche, con didascalie; il tutto è presentato come descriptio totius orbis. Dunque possiamo dire che, da questo punto di vista, il mantello rappresenta una strana commistione, in cui una componente pagana, qui rappresentata “senza attenuazioni”, pervade l’intero universo cristiano, ma è sottomessa al dominio cristiano. Si propone l’ipotesi che questa singolare combinazione e l’armonizzazione di così diversi elementi, possa aiutare capire alcune caratteristiche della costruzione d’insieme: i dischi di Animalia 14; i medaglioni con mezzi busti 21, e alcune costellazioni “doppie”, l’Ariete e l’Agnus Dei, Virginitas e Virgo. Ad altre osservazioni si presta il numero incompleto delle costellazioni presenti nella versione attuale del mantello (29 su 40); una indagine sulle iconografie delle costellazioni, infine, ne suggerisce anche un’origine complessa. W.C. Schneider, Der Sternenmantel bei Herrschern des Westens. Ein Beispiel del Aneigung des spätantiken Erbes von Byzanz im Hochmmittelalter und seine geistigen Implikationen, in Knotenpunkt Byzanz, 2012, vol. 36, pp. 713-746. R. Baumgärtel-Fleischmann, Die Kaisermäntel in Bambereger Domschatz, in Bericht des historisches Vereins für dier Pflege der Geschichte des ehemaligen Fürsbistums Bamberg 133, 1997, 93-126. E.C.W. O’Connor, The Star Mantle of Henry II, Diss. Columbia Univ. 1880. R. Eisel, Weltenmantel und Himmelszelt. Religionsgeschichtliche Untersuchungen zur Uurgeschichte des antiken Weltbildes, München 1910-192. E. Maass, Commentariorum in Aratum reliquiae, Berlin 1898.

Author

Anna Santoni (Scuola Normale Superiore Pisa)

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