Description
Negli ultimi anni, le tecniche di rilievo archeologico hanno conosciuto un'evoluzione senza precedenti, spingendosi verso livelli di dettaglio, accuratezza metrica e complessità computazionale un tempo inimmaginabili. Tuttavia, questo salto qualitativo comporta spesso tempi di acquisizione, costi operativi e risorse di calcolo molto sostenuti, rendendo tali approcci non sempre accessibili o giustificabili per tutti i contesti di ricerca. Contro questa tendenza, il presente intervento intende proporre il principio metodologico fondamentale secondo il quale considerare i rilievi effettuati con tecnologie passate o a basso costo come obsoleti o inutilizzabili è un errore epistemologico che può privare la ricerca di dati preziosi. La bontà di un rilievo non risiede unicamente nella sua risoluzione, ma piuttosto nella sua coerenza con le domande scientifiche a cui si intende rispondere. In particolare, anche per l’archeoastronomia, in molti casi non è indispensabile disporre di modelli digitali con accuratezza millimetrica (come quelle ad esempio ottenute dalle campagne laser scanner). Ciò che conta, piuttosto, è la solidità dei dati di georeferenziazione assoluta e la corretta contestualizzazione spaziale degli elementi architettonici, come gli orientamenti degli alzati e l’ingombro verso l'orizzonte. È in questa cornice che si inserisce il rilievo Lidar con smartphone, un rilievo "democratico", inteso come l'insieme di metodologie e strumenti economicamente e operativamente alla portata di un'ampia comunità di studiosi, professionisti e appassionati. L'esplosione delle tecnologie a basso costo, dai droni per la fotogrammetria al Lidar integrato nei telefoni cellulari, passando per software open-source di elaborazione, permette una ampia ed efficace elaborazione dei dati spaziali. Parallelamente, è fiorita una comunità globale di esperti e non esperti che condividono liberamente i propri dataset online, creando un patrimonio informativo diffuso e potenzialmente inesauribile. In questo lavoro, presentiamo i risultati e i commenti metodologici di un'analisi condotta su diversi siti preistorici e nuragici della Sardegna. Abbiamo integrato e confrontato criticamente dati provenienti da fotogrammetria aerea, da rilievi LiDAR effettuati con Iphone e Ipad e da campagne di misurazione con GPS differenziale. L'obiettivo è stato valutare la consistenza e l'affidabilità delle informazioni archeoastronomiche ottenibili da fonti eterogenee, applicando metodologie d'integrazione ponderate che tenessero conto delle diverse incertezze strumentali.