L’archeoastronomia e il rilievo LIDAR con smartphone: analisi e commenti di alcuni siti nuragici in Sardegna.

30 Oct 2026, 12:30
20m
Dipartimento di Architettura (Università ROMA TRE)

Dipartimento di Architettura

Università ROMA TRE

largo Giovanni Battista Marzi, 10 - piazza dei Cavalieri 7, Roma

Description

Negli ultimi anni, le tecniche di rilievo archeologico hanno conosciuto un'evoluzione senza precedenti, spingendosi verso livelli di dettaglio, accuratezza metrica e complessità computazionale un tempo inimmaginabili. Tuttavia, questo salto qualitativo comporta spesso tempi di acquisizione, costi operativi e risorse di calcolo molto sostenuti, rendendo tali approcci non sempre accessibili o giustificabili per tutti i contesti di ricerca. Contro questa tendenza, il presente intervento intende proporre il principio metodologico fondamentale secondo il quale considerare i rilievi effettuati con tecnologie passate o a basso costo come obsoleti o inutilizzabili è un errore epistemologico che può privare la ricerca di dati preziosi. La bontà di un rilievo non risiede unicamente nella sua risoluzione, ma piuttosto nella sua coerenza con le domande scientifiche a cui si intende rispondere. In particolare, anche per l’archeoastronomia, in molti casi non è indispensabile disporre di modelli digitali con accuratezza millimetrica (come quelle ad esempio ottenute dalle campagne laser scanner). Ciò che conta, piuttosto, è la solidità dei dati di georeferenziazione assoluta e la corretta contestualizzazione spaziale degli elementi architettonici, come gli orientamenti degli alzati e l’ingombro verso l'orizzonte. È in questa cornice che si inserisce il rilievo Lidar con smartphone, un rilievo "democratico", inteso come l'insieme di metodologie e strumenti economicamente e operativamente alla portata di un'ampia comunità di studiosi, professionisti e appassionati. L'esplosione delle tecnologie a basso costo, dai droni per la fotogrammetria al Lidar integrato nei telefoni cellulari, passando per software open-source di elaborazione, permette una ampia ed efficace elaborazione dei dati spaziali. Parallelamente, è fiorita una comunità globale di esperti e non esperti che condividono liberamente i propri dataset online, creando un patrimonio informativo diffuso e potenzialmente inesauribile. In questo lavoro, presentiamo i risultati e i commenti metodologici di un'analisi condotta su diversi siti preistorici e nuragici della Sardegna. Abbiamo integrato e confrontato criticamente dati provenienti da fotogrammetria aerea, da rilievi LiDAR effettuati con Iphone e Ipad e da campagne di misurazione con GPS differenziale. L'obiettivo è stato valutare la consistenza e l'affidabilità delle informazioni archeoastronomiche ottenibili da fonti eterogenee, applicando metodologie d'integrazione ponderate che tenessero conto delle diverse incertezze strumentali.

Authors

Flavio Carnevale (Uniroma1) Michele Forteleoni (Società Astronomica Turritana) Simonetta Castia (Circolo Aristeo)

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