Description
Verso la fine del 1293 Dante aveva ormai capito - grazie soprattutto ai consigli, contestazioni e rottura con G.Cavalcanti (1290, Donna me prega), agli insegnamenti di B.Latini, a quanto ascoltato dal 1291 alle "scuole delli religiosi" e seguendo "le disputazioni delli filosofanti" e grazie anche alle sue osservazioni dirette dei fenomeni celesti - che il fenomeno planetario da secoli e millenni oggetto di speculazioni ed elaborazioni filosofiche e teologiche, da cui lasciarsi liricamente ispirare poetandolo allegoricamente come donna beatificante o pietrificante , era la lenta dinamica complessiva della coppia planetaria Giove-Saturno. Non era, invece, la più frequente 'sanguigna' manifestazione, poi scomparsa/'morte' del rosso Marte, sulle quali lui aveva di fatto poetato dal 1283-84 e per sei anni e mezzo. Fu così, per far re-interpretare la sua poetica iniziale, riavvicinarsi a Cavalcanti e programmare tutta la sua produzione futura, che Dante concepì nel 1294 il prosimetro della Vita Nova, ove - con le nuove parti in prosa - sostenne che le donne inizialmente poetate nei sonetti e canzoni già note erano state in realtà per lui solo delle 'donne schermo', inventate per proteggere la vera 'beatrice', ove ammise una profonda crisi poetica e psicologica ed una prolungata 'erranza di desiderio' e relativa 'battaglia dei pensieri' tra "lo primo mio diletto" e la nuova consolatrice "donna gentile e pietosa".