Analisi archeoastronomica di Palazzo Barberini: orientamento solstiziale e simulazione digitale dell’ombra nel "cannocchiale visivo"

30 Oct 2026, 12:10
20m
Dipartimento di Architettura (Università ROMA TRE)

Dipartimento di Architettura

Università ROMA TRE

largo Giovanni Battista Marzi, 10 - piazza dei Cavalieri 7, Roma

Description

Maffeo Vincenzo Barberini viene eletto papa Urbano VIII nel 1623 e, dopo due anni, iniziano i lavori per la sua “Reggia del Sole”, oggi nota come Palazzo Barberini. La residenza urbana romana rappresenta un unicum nel panorama dell’architettura palaziale del Seicento, configurandosi come un palinsesto spaziale in cui le innovazioni geometriche e strutturali dialogano strettamente con complessi programmi metaforici, astronomici e teoretici, rispondendo alla volontà filosofica di personificazione tra la figura del pontefice e Apollo. Se la critica storica ha ampiamente dibattuto il legame geometrico-simbolico – come la collocazione dei diversi rimandi iconografici che costellano l’edificio, oppure la conformazione della Sala Ovale in relazione alle coeve teorie cosmiche di Johannes Kepler – rimane ancora da approfondire lo studio analitico dello spazio porticato al piano terra in rapporto ai fenomeni di illuminazione solare. Il presente contributo intende illustrare gli sviluppi della ricerca archeoastronomica incentrata sul percorso che si sviluppa lungo l’asse longitudinale della composizione planimetrica dell’edificio. Questo tragitto, esteso complessivamente per oltre 80 metri e orientato con un azimut di 65° rispetto al nord, collega lo spazio esterno antistante il palazzo con i giardini sul retro, posti a una quota superiore. Il percorso attraversa l'intero portico coperto al piano terra per poi proseguire all'aperto lungo una rampa ascensionale di circa 50 metri. L'insieme di questi elementi genera un "cannocchiale visivo" che, sfruttando l'inclinazione della rampa, costruisce una prospettiva solida accelerata alterando sensibilmente la percezione dello spazio e conduce lo sguardo dell’osservatore, fin dall'ingresso, verso la statua di Apollo, esplicita allegoria del Sole. L’obiettivo della ricerca è verificare e quantificare la relazione luminosa e calendariale tra l'elemento scultoreo e il tragitto prospettico, con particolare riferimento alla proiezione dell’ombra della statua lungo l'asse geometrico in specifici momenti dell'anno. Nello specifico, si ipotizza che il giorno del solstizio estivo, in corrispondenza di un azimut solare di 65° e un'altezza di circa 7°-8° (poco dopo l'alba), la statua venga illuminata da tergo. La pendenza della rampa (pari a circa 5°) consentirebbe alla luce e all'ombra portata di incanalarsi fino al portico interno, offrendo una suggestiva motivazione funzionale e simbolica alla collocazione della statua di Apollo al termine del percorso. Tale effetto fenomenologico, oggi non più riscontrabile in loco a causa dell'edificazione di una palazzina retrostante la scultura, è stato ricostruito e indagato combinando tecniche di rilievo digitale integrato (range-based e Structure from Motion) e l'elaborazione dei dati metrici per la costruzione di un modello matematico predittivo. I modelli ottenuti sono stati inseriti in software di simulazione astronomica per ricostruire virtualmente l'orizzonte storico, simulare il moto apparente del Sole e analizzare l'esatta cinematica delle ombre portate. I risultati preliminari non solo confermerebbero la precisione geometrica dell’orientamento solare dell'edificio, ma dimostrerebbero come l'applicazione di tali metodologie digitali consenta di supportare lo studio documentale, offrendo un riscontro quantitativo a intuizioni storiche altrimenti complesse da verificare e contribuendo a una comprensione più approfondita delle scelte progettuali e del valore simbolico di questo specifico complesso barocco.

Author

Stefano Costantini

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