Analisi archeoastronomica del Dolmen di Postua

29 Oct 2026, 10:25
20m
Dipartimento di Architettura (Università ROMA TRE)

Dipartimento di Architettura

Università ROMA TRE

largo Giovanni Battista Marzi, 10 - piazza dei Cavalieri 7, Roma

Speaker

Bono Gian Franco

Description

Il presente contributo illustra i risultati dell'indagine multidisciplinare e dell'analisi archeoastronomica condotta sul cosiddetto "Dolmen di Postua", una struttura megalitica situata in località L’Uret d’la Colla nella Valle Strona di Postua (Vercelli). Il termine dolmen assegnato dalla cultura popolare identifica in realtà una struttura trilitica, che, come emergerà dall’analisi, non presenta le caratteristiche di un dolmen, inteso tradizionalmente come struttura residua di un tumulo realizzato per scopi funerari. Nonostante la scarsità di campagne di scavo scientifiche sistematiche sul periodo precristiano nella valle, il territorio presenta diversi indizi di frequentazione protostorica, come la persistenza di toponimi legati a ripari naturali ("balme") e la diffusa presenza di incisioni rupestri a coppella. Tra queste emergenze, spiccano il masso dell’Età del Ferro inglobato nelle fondamenta della Chiesa di San Sebastiano e i complessi rupestri distribuiti lungo i sentieri montani, i quali suggeriscono l'esistenza di un antico e stratificato paesaggio sacro, nonché di importanti direttrici di transito e di sfruttamento minerario tra la Valsesia e la Valsessera. L'obiettivo principale dello studio consiste nel determinare l’intenzionalità e la funzione del Dolmen come marcatore astronomico attraverso rilievi geometrici e topografici sul campo. L’analisi strutturale e geologica evidenzia come i costruttori abbiano sapientemente sfruttato una giacitura rocciosa primaria favorevole: i sostegni verticali e la relativa fessura centrale derivano infatti da una fratturazione naturale della roccia, mentre l'intervento antropico intenzionale è evidente nel posizionamento della grande lastra di copertura superiore. L'elemento chiave dell'indagine risiede nella presenza, sul lato nord della struttura, di un piccolo menhir la cui collocazione appare difficilmente attribuibile a un processo esclusivamente naturale. Le verifiche e le misurazioni dirette effettuate durante l’ultimo solstizio d’inverno (21 dicembre 2025) hanno confermato la precisione del fenomeno luminoso: i raggi solari filtrano attraverso la fessura verticale – caratterizzata da un passaggio con azimuth a 184,6° e altezza a 20,6° – andando a proiettare sul menhir una definita "lama di luce" triangolare. Il leggero scostamento rispetto al sud geografico (180° azimuth) indica come l’intervento umano abbia sfruttato l'allineamento geometrico già parzialmente predisposto dalla natura, utilizzando il masso sommitale per parzializzare il fascio luminoso e identificare con esattezza il culmine del solstizio. Allo stato attuale delle indagini, l’assenza di tracce di lavorazione con strumenti metallici e l'orientamento astronomico suggeriscono l'ipotesi di una tradizione megalitica preistorica, antecedente alla successiva e più nota cultura celtica della zona, o una sua successiva emulazione. Lo studio evidenzia la necessità di avviare ulteriori indagini archeologiche sia su questa struttura sia nell'area circostante, per ricostruire appieno il contesto culturale di questo comprensorio.

Author

Bono Gian Franco

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