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Bradley E. Schaefer scrisse nel 2006 un articolo che resta un pilastro della critica metodologica nell'archeoastronomia moderna. Analizza con estremo rigore i tre dei siti più celebri del Nord America, spesso citati come prove inconfutabili di allineamenti astronomici, mettendone in discussione la validità statistica e archeologica. E mostrando, come un allineamento non significa nulla se non è supportato dalle tradizioni orali o religiose della cultura analizzata. Così invita a passare da un approccio puramente geometrico a uno scientifico, storico e antropologico, ridimensionando molti dei "miti" della nostra disciplina. L'ipotesi che le incisioni sulla Stele di Madau (Mamoiada, Sardegna) rappresentino l'ammasso stellare delle Pleiadi è un cruciale punto di incontro tra archeologia e astronomia dove si possono applicare i suggerimenti di Schaefer. Dopo un'approfondimento etnografico sull'ammasso delle Pleiadi si sono studiate le capacità psico-fisiche e artistiche che consentirebbero all'uomo primitivo di realizzare l'incisione. L'obiettivo di quest’analisi preliminare è anche quella di limitare le possibili funzioni rituali delle coppelle a pochi casi quali: rappresentazione artistica (mappa), offerte a divinità (con acqua, semi o frutti), prodotto secondario di estrazione di materiale taumaturgico e limitare i possibili campi di probabilità e rendere possibile l’applicazione del metodo statistico. Dopo di che, la Stele, è stata sottoposta a un'indagine quantitativa per validare la corrispondenza della reappresentazione con l'asterismo di stelle. Il metodo si basa sulla misurazione precisa delle coordinate delle incisioni e sulla loro comparazione con le posizioni angolari delle stelle dell'ammasso. La loro rappresentazione sulla stele non è una schematizzazione astratta, bensì riflette la configurazione delle stelle, dimostrando una fedeltà straordinaria alla visione che un osservatore avrebbe avuto a occhio nudo. Se la distanza media tra i punti corrispondenti è significativamente bassa, la probabilità di ottenere un tale allineamento in modo casuale è estremamente ridotta (prossima a zero), si ottiene così un forte sostegno matematico all'ipotesi di una rappresentazione intenzionale. Il risultato statistico viene discusso alla luce del paradosso delle scimmie (o teorema della scimmia instancabile), formulato da Émile Borel nel 1913 e come il metodo proposto da Schaefer interagisca con l'inevitabilità dell'improbabile. L'accuratezza dell'opera realizzata sulla stele di Madau, rimarca non solo un'avanzata osservazione astronomica, ma anche la capacità delle prime comunità sarde di riprodurre, su pietra, una porzione di cielo con precisione. Lo studio rafforza la consapevolezza delle loro competenze cosmologiche e del profondo e pratico rapporto con il cielo.